Sito di importanza Comunitaria e Area Naturale Protetta Regione Toscana - Rete natura 2000 SIC IT5140002 

Sito di importanza regionale (SIR n. 36) del Sasso di Castro e Monte Beni

nella Valle del Santerno del Comune di Firenzuola

SULLE ORME DEI GRANDI DEL CICLISMO

Questa escursione ciclistica parte da Barberino

di Mugello. E non è un caso poiché nella sua

prima parte il tracciato ripercorre quello di una

prestigiosa gara ciclistica che si svolgeva nel

Mugello fi no a pochi anni fa: la cronoscalata Barberino

- Passo della Futa. Per molti anni, i più noti

ciclisti, dilettanti e professionisti, si sono infatti

sfi dati in questa suggestiva scalata.

Partiti dalla piazza centrale del paese, dove si

svolge settimanalmente il mercato e si affacciano

alcuni dei principali edifi ci, ci incamminiamo

in direzione del Passo della Futa, protagonista

anche del Giro d’Italia 2007 nella tappa che da

Barberino porta a Fiorano modenese. Usciti dall’abitato

e superato il bivio per Montepiano, da

cui si dirama la strada per l’impegnativo Passo

della Crocetta (--> descrizione della salita, a

pag.58), il nastro d’asfalto si addentra nel bosco e

prende a salire prima dolcemente poi in maniera

decisamente più impegnativa. Per giungere al

Passo della Futa (--> per la descrizione di dettaglio

si veda a pag.52) si superano in sequenza

le località di San Gavino, Montecarelli - dove

inizia il tratto più duro -, Santa Lucia, Monte di

Fo e L’Apparita.

Al chilometro 14,5 siamo in cima al Passo della

Futa (903 metri sul livello del mare) dove, sul

lungo muraglione costruito un tempo per riparare

carri e viandanti dal vento, possiamo sostare

davanti alla targa che ricorda il grande Gastone

Nencini che, durante gli anni ‘50 e ’60, con le sue

imprese ha dato lustro e gloria a questa aspra

terra di pedalatori. Sulla sinistra la bandiera germanica

ci ricorda anche la presenza di uno dei

più importanti cimiteri di guerra tedeschi in Italia.

Dopo la scalata del Passo della Futa si prosegue

in direzione di Bologna. Inizia un tratto di

saliscendi molto accentuato, in parte nel bosco in

parte allo scoperto che ci permette di ammirare il

panorama maestoso dell’Appennino che si erge

e declina verso la valle del fi ume Santerno. Superato

l’abitato de Il Covigliaio, al chilometro 22,7,

invece di proseguire la salita per il Passo della

Raticosa (--> la cui descrizione, da Firenzuola, si

trova a pag.46) svoltiamo a destra in direzione di

Firenzuola, la città della ‘pietra serena’, verso

cui ci si dirige con ripide picchiate di grande

fascino ma non tutte protette da guard-rails.

Al chilometro 28,8 raggiungiamo il fondovalle e

svoltiamo di nuovo verso il Passo della Futa che

ci accingiamo a risalire da un secondo versante.

La frazione di Cornacchiaia (chilometro 31,4) ci

indica l’inizio della nuova salita e qui vale la pena

fare un nuovo rifornimento d’acqua e, se necessario,

mangiare qualcosa, in vista della seconda

scalata della giornata. Si prosegue in leggera

salita fi no al chilometro 32,8, dopodiché la strada

si impenna e per 6 chilometri la pendenza non

scende mai sotto il 5% con alcune punte intorno

al 10%, in particolare dopo Castro di San Martino

e Segalari. Bisogna fare qui ricorso a tutte le energie

ma anche saperle dosare per non “scoppiare”

prima della cima.

Al chilometro 38,7 siamo di nuovo al Passo

della Futa e si svolta a sinistra ritornando verso

Barberino di Mugello. Tuttavia, non ripercorriamo

la stessa strada a ritroso in quanto, a Santa Lucia

(chilometro 42,8), svoltiamo a sinistra seguendo

l’indicazione per Panna dove si trova l’omonima

celebre sorgente di acqua oligominerale (e non

è l’unica di questa zona ricca di acqua). É un

saliscendi dentro e fuori dal bosco che nell’ultima

parte diviene discesa vera e propria, anche ripida.

Il panorama è splendido e la quasi totale assenza

di auto fa sì che possiamo davvero farci cullare

dalle curve che ci portano al fondovalle.

Al chilometro 50,9 raggiungiamo infi ne la

frazione di Galliano e proseguiamo, nel mezzo

della pianura scoperta, in direzione di Barberino.

Prima di giungere al punto da cui eravamo partiti

abbiamo ancora la possibilità di ammirare

il lago di Bilancino, un invaso che, completato

alla fi ne degli anni ’90, ha cambiato la fi siono-

mia di questa parte del Mugello divenendo al

tempo stesso una grande attrattiva e un’opportunità

economica signifi cativa per il territorio,

oltre che una strategica riserva d’acqua per

l’intera provincia. Al bivio con la strada regionale

65 quindi svoltiamo a sinistra ma dopo poche

centinaia di metri, ad una rotonda, giriamo a destra

in direzione di Barberino. Una piccola rampa

ci immette in una breve galleria (apertura nel

2007) e in una strada che costeggia tutto il lago

dal lato sud. Il traffi co scarso e l’assenza di tratti

impegnativi ci permette di gustare appieno

questo scorcio di Mugello che sta cambiando

ma che sembra ancora fortemente legato alla

sua storia agreste.

A Barberino di Mugello giungiamo infi ne dopo

66,4 chilometri che ci hanno permesso di conquistare

un passo appenninico caro al ciclismo e di

ricalcare le orme di tanti eroi di questo sport così

massacrante ma anche così carico di fascino.

TECNICA

La lunghezza del percorso, 66,4 chilometri, non è

straordinaria, ma la doppia scalata del Passo della

Futa (dislivello complessivo di circa 1.100 metri)

richiede una preparazione di buon livello.

Il fondo stradale è generalmente discreto e parte

del percorso si snoda nel bosco. Ciò permette di

trovare refrigerio nelle calde giornate dell’estate

che, d’altra parte, è la stagione più consigliata per

una escursione in cui si superano i 900 metri di

altitudine (non si dimentichi comunque di portare

una mantellina).

Infi ne, le due salite non presentano pendenze proibitive

ma, per la loro lunghezza, è bene aver montato

sulla bici rapporti leggeri (almeno un 39/25) che

consigliamo di utilizzare anche per la prima ascesa,

per non rischiare di trovarsi sulla seconda con le

gambe “in croce”.

Se volete misurarvi con i campioni cronometrando

la “vostra” cronoscalata della Futa sappiate che il

record è di 25’21”11 stabilito da Francesco Casagrande

nel 1995.